23 mar 2012

Le sculture evoluzionistiche di Duilio Forte

L'Atelier Forte è un pezzo di paradiso in mezzo ai gironi infernali di Milano. Si trova nel quartiere Ortica, e funge contemporaneamente da abitazione e da studio per il suo unico inquilino, Duilio Forte. Un architetto e artista che riesce a far convergere la propria poliedricità stilistica verso dei solidi nuclei concettuali.
Il nome del suo stile non lascia molti dubbi in merito: ArkiZoic (ricordiamo che, in greco antico, ἀρχή vuol dire "origine", mentre ζωή vuol dire "vita"). 

Le sue opere più affascinanti sono per l'appunto delle creature difficilmente classificabili, che ricordano da un lato dei resti fossili dalla foggia mostruosa, dall'altro degli alieni partoriti dalla mente di uno scrittore di fantascienza. 
Ma l'aspetto atavico è quello predominante, conferendo all'intera sua opera un alone primordiale: non è esagerato affermare che osservando le creazioni di Forte si guarda in qualche modo in faccia il proprio passato.

Sideropithecus fortis
A dimostrazione della tensione  verso la "vita" del suo lavoro, c'è l'installazione ambientata presso il teatro Franco Parenti di Milano lo scorso 19 febbraio, dal titolo Skeletomachia. Una battaglia, degna del fregio del Partenone, in cui i protagonisti sono alcuni degli esseri nati dalle mani di Duilio: Mammuthus, Phoenix, Pliosaurus e Pteranodon

I nomi sono abbastanza eloquenti, anche perché ricalcano quelli di generi animali realmente esistiti (eccetto la fenice). Ma, trattandosi di arte, solo le immagini sono in grado di renderne pienamente lo spirito epico.

Immagini di Samuele Franzini.

I materiali utilizzati sono il ferro e il legno; il che contribuisce a rendere ancora più primitivi questi scheletri, che starebbero benissimo sulla copertina di un libro di Thomas Henry Huxley (1825-1895), soprannominato il "mastino di Darwin".

Duilio Forte si è immerso così tanto nella propria opera, si è reso talmente permeabile alla propria cifra stilistica, che ha deciso di vivere all'interno di uno dei suoi lavori: vive,in fatti, all'interno di un grande cavallo ligneo nel mezzo di un giardino. Il tema zoologico è quindi una costante, seppur declinata secondo diverse ere. Passare in rassegna gli esiti concreti di ArkiZoic è come ripercorrere la storia evolutiva dell'essere umano.

Per fortuna, gli scienziati non sono gli unici a difendere orgogliosamente il "teorama" darwiniano (come lo definisce Richard Dawkins). Anche alcuni protagonisti del mondo dell'arte sanno pescare nel patrimonio condiviso di Homo sapiens.


20 mar 2012

Contro ogni razzismo

Fonte: cannabiscanadian.tumblr.com

14 mar 2012

La cura del gorilla

Finalmente, anche il genoma del gorilla è stato sequenziato. Adesso, forse, tutti coloro che pensano allevoluzione darwiniana come a un processo rettilineo che ha portato, nel caso dell'uomo, a una discendenza diretta dagli altri grandi primati, si ricrederanno. Per certi aspetti, i risultati emersi da questa recente iniziativa scientifica sono, infatti, sorprendenti.

Fonte: fohn.net
Dopo gli scimpanzè, i gorilla sono - tra le specie viventi - i parenti più stretti degli esseri umani. Il team del Wellcome Trust Sanger Institute di Hinxton, nel Regno Unito, ha però scoperto che la parentela è più stretta di quanto si credesse finora.

Il loro ramo, all'interno del grande albero degli ominidi, si sarebbe separato da quello umano poco prima rispetto agli scimpanzè. Dati che provengono direttamente dalla genetica: afferma Aylwyn Scally, uno dei membri dell'èquipte (il cui report è liberamente accessibile su Nature), che «il 70% del genoma umano è più simile a quello dello scimpanzé, ma un buon 15% somiglia più a quello del gorilla». Tuttavia, sono le differenze quelle utili per datare il momento di separazione fra le varie specie: conoscendo il tasso di mutazione delle coppie di basi nucleotidiche, si può risalire infatti, attraverso la distanza genetica tra due specie, alla loro distanza cronologica.

11 mar 2012

Una casa per l'evoluzione

Il Sainsbury Laboratory Cambridge University (o SLCU) è collocato nel cuore del giardino botanico dell'Università di Cambridge. Si tratta di un nuovo istituto di ricerca fondato dalla Gatsby Foundation, il cui obiettivo è lo studio dei sistemi che regolano la crescita e lo sviluppo delle piante.
Le piante costituiscono l'elemento di base per qualsiasi ecosistema, e inoltre per la nostra sopravvivenza tramite l'agricoltura. La comprensione di come le piante crescono e si sviluppano è quindi fondamentale per la sicurezza della catena alimentare, nonché per altri processi direttamente legati ai vegetali, come la produzione di carburanti, fibre tessili e materiali costruttivi.

La costruzione del complesso architettonico, che in totale si estende per 11 mila metri quadrati, ha avuto inizio nel febbraio del 2008 per concludersi nel dicembre del 2010, sotto la direzione dell'architetto londinese Stanton Williams.
Il progetto è risultato vincitore, per la categoria "Learning", dell'edizione 2011 del celebre World Architecture Festival, che lo ha così descritto:
The design reconciles complex scientific requirements with the need for a piece of architecture that also responds to its landscape setting. It provides a collegial, stimulating environment for innovative research and collaboration.
L'edificio è posizionato all'interno della'area "lavorativa" del giardino, e contiene i laboratori di ricerca per gli interni e le aree riservate ai loro associati di supporto. Inoltre, ospita l'herbarium dell'Università, varie meeting room, un auditorium, spazi sociali, e un'area ausiliaria all'avanguardia, più un caffè aperto al pubblico.

Fonte: www.worldarchitecturefestival.com

04 mar 2012

L'evoluzione del Barcellona

Traduzione di un post pubblicato da Slide Rule Pass il 4 dicembre 2011.

Sono trascorsi oltre 150 anni dalla pubblicazione de L’origine delle specie di Charles Darwin, che diede il via a una rivoluzione antropologica, mentre in anni recenti, secondo il parere di alcuni esperti, il Barcellona ha dato il via a una rivoluzione simile nel calcio.

Charles Darwin, L'origine delle specie
Come Darwin costruì la sua teoria della selezione naturale a partire dalle idee e dalle influenze di coloro che lo avevano preceduto, così il “tiki-taka” del Barcellona non è emerso già completamente formato dalla mente di un genio della tattica, ma è stato esattamente il risultato del processo descritto da Darwin nel suo capolavoro del 1859.

Esso si è evoluto.

Questa stagione ha spesso visto il Barça cambiare il sistema che gli ha permesso di raggiungere, negli ultimi anni, grandi risultati e legioni di nuovi fan, e questo passaggio non è stato del tutto di successo come quello, apparentemente indolore, di cui è stato protagonista nella sua caccia a quattro titoli di lega consecutivi.
È forse perché questo cambiamento infrange i fondamenti della selezione naturale, come tracciati da Charles Darwin? 

Una legge generale, che conduce al progresso di ogni essere organico, vale a dire, a moltiplicare, a variare, a rendere vittoriosi i più forti ed a far soggiacere i più deboli.
Charles Darwin, capitolo VII – L’origine delle specie