26 apr 2013

Cosa possono insegnarci le formiche?

Le formiche sono tante, hanno 150 milioni di anni e sono degli insetti eusociali. Hanno cioè un'organizzazione sociale molto forte: suddivisi solitamente in caste e dotati di un forte senso altruistico verso la propria colonia, arrivano a sacrificare la propria vita per essa.

Dunque, il loro successo ecologico è dovuto innanzitutto all'elevato livello di cooperazione e alla sofisticata divisione del lavoro che mettono in atto. Tanto che secondo due studiosi come Bert Hölldobler e Edward O. Wilson una colonia di formiche è un vero e proprio organismo, o meglio un superorganismo, privo di testa: poche semplici regole (da loro definite «algoritmi»), eseguite in maniera ripetitiva da animali apparentemente privi di coscienza e ragione, danno luogo, per un fenomeno di organizzazione spontanea, a una civiltà.

Numerosi studi sugli insetti sociali hanno infatti messo in evidenzia che, nonostante la grande varietà dei compiti svolti dalle formiche operaie, non vi è alcun controllo centrale della suddivisione del lavoro. Il loro comportamento è influenzato dagli stimoli dell'ambiente e dall'interazione con le compagne, ma le modalità di questo processo sono sempre state un mistero.
Una nuova tecnica di tracciamento, utilizzata da alcuni ricercatori fra cui l'italiano Alessandro Crespi, ha però permesso di analizzare meglio gli spostamenti delle formiche e le loro interazioni. Lo studio, pubblicato su Science, ha confermato che la casta delle operaie è divisa in tre classi ma ha scoperto che il passaggio dall'una all'altra classe non è determinato esclusivamente dall'età, come si pensava.

21 apr 2013

L'evoluzione di Giorgio Napolitano

[L'intenzione di questo post non è denigrare la persona di Giorgio Napolitano]

Nato a Napoli nel 1925 da una famiglia liberale, l'attuale Capo dello Stato inizia i propri studi al Liceo Classico Umberto I: dopo aver frequentato quarta e quinta ginnasio, salta direttamente alla seconda liceo (evidentemente, è un predestinato).
Nel 1942 si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università Federico II di Napoli. Durante gli anni dell'università fa parte - insieme a Raffaele La Capria, Antonio Ghirelli e Francesco Rosi - del Guf, il gruppo universitario fascista, di cui dirà più avanti: «Il Guf era in effetti un vero e proprio vivaio di energie intellettuali antifasciste, mascherato e fino a un certo punto tollerato».

Fonte: www.huffingtonpost.it
Dal numero di citazioni che lo riguardano all'interno nei libri di storia, si potrebbe dedurne che quando si iscrive al PCI nel novembre del 1945 diventando funzionario del partito, nessuno se ne sia accorto. Eppure si trova già nel posto giusto, al momento giusto, e soprattutto nel gruppo giusto.

17 apr 2013

L'importanza di chiamarsi "sediba"

Alcune scoperte rivoluzionano palesemente la vita quotidiana; altre lo fanno in maniera meno evidente, ma sono altrettanto importanti per il progresso culturale e materiale della specie umana. Quella di cui si parla qui rientra tra le seconde, ma è un avvenimento che può incidere talmente tanto nella comprensione di noi stessi che trascurarlo sarebbe un'eresia.

La rivista Science gli ha dedicato una Special Issues pubblicata lo scorso 12 aprile: sei articoli che analizzano i resti dell'Australopithecus sediba scoperti nel sito di Malapa, 15 km a nordest dei famosi siti archeologici di Sterkfontein e Swartkrans, in Sud Africa.

Il luogo del ritrovamento ha fornito probabilmente il più ricco insieme di fossili di ominini* dell'intero continente africano. Rinvenuti nell'agosto del 20008, hanno permesso nel 2010 il riconoscimento di una nuova specie, il cui nome deriva da un termine che nella lingua Sotho sta per "fonte", "sorgente". Gli oltre 220 frammenti hanno infatti permesso di collocarlo in una posizione privilegiata all'interno dell'albero genealogico dell'essere umano: vissuto tra i 2 e gli 1,5 milioni di anni fa, aveva una capacità cranica di 420–450 cm(circa un terzo rispetto a un uomo contemporaneo) e una mano sorprendentemente moderna, la cui presa precisa permette di pensare che fosse in grado di realizzare degli utensili.

06 apr 2013

Alla scoperta di Homo Sapiens


L'articolo 1 de La Dichiarazione universale dei diritti umani, firmata a Parigi il 10 dicembre 1948, sembra la frase ideale per sintetizzare lo spirito di "Homo Sapiens", la grande mostra itinerante nata da un'idea di Luigi Luca Cavalli Sforza e curata da Telmo Pievani.
Niente di strano: se è vero che la ricerca scientifica ha come obiettivo principale quello di migliorare la qualità della nostra vita, è più che normale che l'evoluzionismo voglia contribuire - attraverso i suoi esponenti migliori - alla convivenza umana nel mondo contemporaneo. Naturalmente, su solide basi teoriche e pratiche.