08 feb 2015

Di cosa parliamo quando parliamo di scienza

L'autorevole rivista Scientific American ha pubblicato una lista dei paper scientifici più discussi nel 2014. O meglio, un'analisi della differenza tra le ricerche più dibattute dagli scienziati e quelle più dibattute dal grande pubblico, in particolare attraverso i social media. Quali sono i temi scientifici che le due categorie di utenti - esperti e meno esperti - trovano più interessanti?

Lo studio è stato svolto da Altmetric LLC, tracciando il numero di citazioni dei paper in 14 canali online che comprendono circa 5'000 fonti. La divergenza si nota, eccome, dalla rappresentazione grafica che ne è stata ricavata.












I paper discussi sui canali più accademici (cerchi blu) sono molto diversi da quelli discussi sui social media (cerchi gialli, arancioni e rossi). Ma di cosa si parla di più, esattamente, sulle varie piattaforme?

  • Facebook: un articolo pubblicato su Nature il 10 dicembre 2013, dall'eloquente titolo "Alcune simulazioni ripropongono la teoria che l'Universo è un ologramma".

  • Twitter: qualcosa di più legato all'attualità. Datato 29 aprile 2013 a firma Scientific Reports, il testo si riferisce alla contaminazione da cesio dei pesci d'acqua dolce a Fukushima e nel Giappone orientale.


E sui mezzi di comunicazione mainstream? Può sembrare paradossale, ma è probabilmente un segno della resa incondizionata dell'opinione pubblica di fronte all'avanzata del web partecipativo, anche in ambito scientifico: i due lavori con il numero più grande di citazioni, rispettivamente su news generaliste e su Mendeley e blog, riguardano la prova sperimentale del contagio emotivo di massa attraverso i social media, pubblicato su PNAS il 17 giugno 2014, e perché la maggior parte delle scoperte scientifiche pubblicate sono false, a cura di PLoS Medicine il 30 agosto 2005.

Se aggiungiamo che il paper che ha ottenuto la maggiore attenzione in assoluto è questo, improvvisamente diventa tutto molto chiaro.

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